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lunedì 9 settembre 2013

LA SODDISFAZIONE ( di Paolo .O.P.)



La soddisfazione



Si è soddisfatti quando qualcosa è andato bene, quando ci si sente appagati per un lavoro, per una vincita, per aver superato un ostacolo, ecc.

Ma la soddisfazione di cui voglio parlare è la soddisfazione di vedere altri…soddisfatti.

È successo a me, domenica 8 Settembre, quando al termine del seminario “La Sferula 2” , tutti i partecipanti erano più che soddisfatti.

In essa hanno scoperto di poter eseguire cose “impossibili”, di vedere cose nascoste, di viaggiare nel tempo e nello spazio con un metodo nuovo e sicuro. E tante altre cose che non cito per non togliere la sorpresa a chi deve ancora vivere questa esperienza.

Si, mi sono sentito pienamente soddisfatto, per loro ma anche per me.

Ho elaborato la Sferula 2 con passione e divertimento, con la volontà di offrire uno strumento che mai nessuno ha pensato.

L’ ho elaborata in un giorno, scrivendo quasi di getto le procedure necessarie e alla fine le ho sperimentate e verificate, come sempre, prima di darle ai miei studenti.

gli articoli di Paolo Oddenino Paris


Durante le condivisioni vedevo il loro stupore nel constatare che più di una persona aveva avuto le identiche percezioni, che più di una persona si era trovata nello stesso tempo e nello stesso luogo (passato remoto) a vivere, ciascuno nel proprio stato, una vita di centinaia di anni or sono, ma la cosa più bella è che si riconoscevano!

Un seminario con persone sorridenti, soddisfatte al 100%, pienamente consapevoli di possedere uno strumento eccellente e di poterlo usare per eseguire le più diverse operazioni.

Non solo ma più di una persona ha individuato un COME, e me lo hanno proposto. Si tratta di una cosa che riguarda me e pertanto non la scrivo.

Naturalmente la mia soddisfazione è aumentata.

Essere soddisfatti perché un gruppo è pienamente soddisfatto mi era già capitato, ovviamente, ma in questo caso la soddisfazione è stata veramente grande.

Quindi GRAZIE a tutti voi che avete partecipato a questo lavoro, con impegno e buona volontà, grazie per il vostro sostegno e per la vostra disponibilità ad aumentarlo ancora.

Un abbraccio a tutti voi.

Ed a tutti gli altri…

Ciao, ciao

                                                         Paolo Oddenino Paris





 






Un cuore che pulsa



Un cuore che pulsa



Cosa è l’Accademia? Un cuore che pulsa e che ad ogni pulsazione espande Amore.

Amore che prova colui/lei che è al primo anno verso i suoi compagni di “classe” e che prova colui/lei che essendo al settimo anno prova per tutti.

Ma in realtà tutti provano verso ogni compagno di percorso lo stesso amore.

Un amore incondizionato, che non ha bisogno di essere detto o manifestato.

Lo si prova perché l’Accademia è Amore e di conseguenza lo si vive, oggi, domani, sempre, anche coloro che sono ormai “fuori corso”.

Ma chi sono i fuori corso?
Paolo Oddenino Paris e i suoi articoli


Persone. Persone che hanno terminato i sette anni, ma che continuano a frequentare l’Accademia poiché, al termine dell’apprendistato, propongo, a chi lo desidera, alcuni temi particolarmente interessanti.

Proprio mentre sto scrivendo vi è un gruppo di persone provenienti da tutta Italia che sta lavorando su un tema particolarmente curioso, avvincente ed entusiasmante. La sera, durante le condivisioni, lo stupore di quanto è avvenuto è praticamente di tutti.

Si, ci si stupisce ancora nonostante si conosca molto di più di se stessi di quando si è iniziata la Via.

Eppure…si continuano a scoprire cose nuove o vecchie che però non erano in memoria, si continua a vivere con il cuore aperto, e a volte si rimane anche con la bocca aperta, ascoltando ciò che un/a compagno/a racconta.

Si sorride felici, come dei bambini che hanno scoperto i doni di Babbo Natale.

Diversamente i doni che l’Accademia offre sono conquiste.

Ciascuno è ben consapevole di questo, contemporaneamente al fatto che le tecniche per giungere a quel risultato le ha elaborate, sperimentate e poi proposte il Maestro…Il Bidello ….ok!

La mia soddisfazione è vederli felici dei risultati ottenuti, sorridenti per la semplicità con la quale lo hanno fatto ed infine contenti di non avere perso questa occasione.

E tu? Cosa aspetti a conoscere questo Amore ed a riconoscere che puoi viverlo ogni giorno?

Sai che non esiste nessun impedimento? Che è sufficiente che ti iscriva e…beh…lascia che ti sorprenda.

Raccontarti proprio tutto sarebbe farti un dispetto. Ti toglierei il piacere della scoperta, del meraviglioso modo in cui ci arrivi, della gioia che provi nel momento in cui scopri…

Beh, ti aspetto.

Ciao

                                                                       Paolo Oddenino Paris

martedì 3 settembre 2013

Salvare una vita



Salvare una vita

Certamente ne avrete sentito parlare più di una volta che un medico ha salvato la vita ad una persona, eseguendo una diagnosi precoce e la successiva terapia o intervento chirurgico.
Così come avrete sentito, forse dai nonni, raccontare come in tempo di guerra, qualcuno ha salvato la vita ad un altro.
Ma non è di questi argomenti che intendo parlare, ne hanno parlato tutti e fatto anche dei film.
gli articoli di Paolo Oddenino Paris

Voglio riferirmi a chi con amore e “sacrificio” di sé, sta accanto ad una persona che, diversamente, non sarebbe in grado di muoversi, mangiare, bere, ecc.
E non mi riferisco specificatamente alle “badanti”, per quanto siano da apprezzare, ma a quelle persone che non lo fanno di mestiere, ma solo per amore.
E non necessariamente per amore della persona in sé, ma piuttosto quell’amore Cristiano che sentono nel cuore.
In questo caso il termine sacrificio ha proprio la valenza di rendere Sacro il loro tempo, la loro dedizione ed il loro amore.
Potrebbe succedere ed è successo, che il tempo fosse limitato, ma senza il sostegno della persona di cui parlo, l’altro/a non sarebbe sopravvissuta.
Lo so che esistono istituzioni che dovrebbero prendersi cura di casi come quello che descrivo, ma a volte ci vuole tempo per essere accettati e quel tempo è vita!
Le istituzioni per loro natura rispettano delle regole, tra le quali vi è anche quella della “precedenza”.
E se la domanda è stata fatta in un tempo in cui ve ne sono altre vi sarà un tempo di attesa, appunto di vita…che dovrebbe essere mantenuta da qualcuno.
È a questo qualcuno che voglio dire GRAZIE, chiunque esso sia. Forse è capitato anche a voi di trovarvi in situazioni simili e forse vi siete comportati come ho descritto. Bene!
Con questo articolo voglio solo portare l’attenzione là dove spesso viene distolta dal quotidiano; a coloro di cui ho parlato.
L’invito è di sostenere quella persona nelle sue faccende, darle una mano, non necessariamente sostituendola, ma semplicemente aiutarla affinché non si senta sola nell’impegno che si è presa.
Spesso ciò che fanno non viene detto, per pudore, per delicatezza ed anche per non apparire martirizzate da una scelta che, in fondo, hanno fatto da sole.
Nessun obbligo, nessuno stipendio, nessuna responsabilità personale, ma solo AMORE!
Forse vi state chiedendo perché mai abbia scritto un articolo come questo…
Sinceramente non lo so. Ho solo seguito un’ispirazione, forse giuntami da…lascio a voi immaginarlo.
Mi capita di scrivere cose che non ho programmato, ma che mi giungono in virtù di un’ispirazione. Ecco questo è solo un esempio.
Se però sapete leggere “tra le righe” è possibile scopriate che qualcosa vi dica più in profondità.
Ed è lì che mi piacerebbe giungessero le mie parole, non altrove.
Altrove è sempre troppo lontano dal cuore…
Ciao a tutti
                                                       
                                                                           Paolo Oddenino Paris

lunedì 2 settembre 2013

Scacco al Re



Scacco al Re

Gioco a scacchi dall’età di 7 anni. Ho imparato a giocare osservando altri bambini farlo e a forza di vedere ci ho provato e ci sono anche riuscito.
Il gioco degli scacchi richiede tattica e strategia e per chi ama cimentarsi con un gioco così interessante è un ottimo passatempo.
Ma il fatto curioso è quanto mi è successo quando all’età di 22 anni mi trovavo in un bar dove si incontravano scacchisti e tutti i tavoli erano forniti di scacchiera e “pezzi”.
Ero seduto da solo attendendo Fredino, quando un tizio mi chiese se volevo fare una partita.

“Ma certo” Risposi contento di cimentarmi con un tipo che non avevo mai visto.
Iniziammo e dopo pochi minuti mi accorsi che il nostro tavolo era circondato da più persone, tutte silenziose ed attente. Non capivo perché dato che in genere ognuno gioca con un compagno e si disinteressa degli altri.
Di fatto ad un certo punto diedi scacco matto al tizio.
Lui mi guardò impassibile, poi mi tese la mano e mi disse:”Complimenti”.
“Grazie” Risposi, stringendogli la mano,ma non feci caso alle facce degli spettatori.
Solo quando il tizio uscì qualcuno mi chiese se lo conoscessi.
“No” Risposi “E’ la prima volta che lo vedo”.
“Allora non sai chi è?” Mi chiese un altro.
“Ma no” Risposi ancora “Non l’ho mai visto qui”.
“Beh, quello è il campione piemontese di scacchi e tu lo hai battuto” Mi disse il primo.
Da questo racconto si potrebbe dedurre che sono una cima nel gioco degli scacchi, ma non è così.
Ho cercato di darmi una spiegazione del fatto e quella che più mi aveva convinto è la seguente: un professionista conosce le strategie e sa che anche l’avversario le conosce e quindi si prepara sia nell’attacco e sia nella difesa.
Questo succede perché, come ho detto all’inizio il gioco comporta strategie e tattica.
Ma se quel tipo di giocatore si trova di fronte ad un tipo che non conosce professionalmente le strategie si disorienta, non capisce dove l’avversario voglia andare a parare e quindi commette errori che non commetterebbe mai con un suo pari.
Sin qui il gioco degli scacchi.
Ora voglio paragonare questo gioco a quello che lo stimolo distruttore che chiamiamo Operal Nero combina con il povero essere umano.
Lo conosce, sa di lui debolezze e virtù, ed in forza di questa conoscenza attua le strategie più raffinate per indurlo in errore, spesso riuscendoci.
Ora se consideriamo che anche noi un po’ ci conosciamo, se quando sentiamo lo stimolo dell’Operal Nero attuiamo un comportamento diverso dal solito, indossando per esempio un “personaggio” per l’occasione, ecco che lo spiazziamo e gli impediamo di portare a termine il suo stimolo.
Questa idea mi è venuta ricordando quella partita a scacchi.
Chi, meglio di chi ci conosce, potrebbe indurci in errore, un “amico” per esempio, oppure un professionista che consultiamo regolarmente.
Un estraneo difficilmente avrebbe vita facile con un tentativo di “bidone” se non è un professionista ed anche in questo caso, proprio perché è un estraneo, noi saremmo più attenti e non facilmente “bidonabili”.
Ma la pretesa dell’Operal Nero è quella di conoscerci e con ragione, poiché è nato con noi, ci ha seguiti, coccolati, sedotti e…bidonati!
Il “gioco” di mutare personaggi non è solo per cessare l’identificazione in quello che “crediamo” di essere, ma anche un ottimo modo per sconvolgere i piani dell’O.N.
Spesso il fatto di credere di conoscerci e di saperci destreggiare è il motivo più frequente che ci fa commettere errori.
Se invece, con un po’ di umiltà, riconosciamo di non conoscerci sino in fondo, avremo molte più possibilità di interagire coerentemente con lo Spirito.
Perché? Perché saremmo più difficilmente identificabili nelle nostre debolezze, di conseguenza più corazzati.
Parlerò ancora del “gioco” degli scacchi quale metafora per eludere le seduzioni dell’O.N.
Per ora, un saluto a tutti.
                                                           Paolo Oddenino Paris