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martedì 12 marzo 2013

Cane bastonato



Cane bastonato

Cane bastonato - articolo di Paolo Oddenino Paris
Se vedessimo per strada qualcuno che bastona un cane ci scandalizzeremmo e forse interverremmo in difesa del cane.
La frase “cane bastonato” indica un animale indifeso che è stato picchiato o maltrattato da qualcuno.
Se voi foste in 10 e vedeste una scena di questo tipo, interverreste?
Si? Scusate ma non ci credo.
Non lo avete mai fatto nei confronti di chi cane non è, eppure è stato “bastonato” e di brutto da gentaglia che forse conoscete. La scusa è la solita: “è causativo”. Dimostrando così di non avere capito nulla dell’insegnamento ricevuto.
Ho avuto modo di sentire con le mie orecchie frasi di questo tipo rivolte a persone dei “gruppi”. Ma come siamo fratelli e sorelle e non ci si impegna nemmeno a difesa di un poveraccio che è bastonato?
Eppure la persona “bastonata” è dovuta venire da me per ottenere aiuto.
Vi invito ad essere più coerenti tra di voi e di usare il buon senso, non frasi fatte per disinteressarvi allegramente.
Non vi sto invitando ad essere paladini o eroi, ma solamente AMICI!
E gli amici sin vedono proprio in quei momenti, non solo in pizzeria.
Quando siete al ritiro vi è un’atmosfera di compattezza, di amicizia di “complicità” intesa nel senso migliore.
Poi, tornati a casa…ecco cosa succede, quasi non riconosco il mio “gemello”…
L’insegnamento di Cristo è stato ben diverso.
Mi chiedo a volte, se per caso, anche solo per curiosità vi capita di leggere i vangeli e se lo fate, non vi vengono in mente alcune domande da porre a voi stessi?
Per esempio: “Quanto sono coerente con questo insegnamento”?
Oppure: “Se fosse successo a me, sarei stato soddisfatto dei miei fratelli/ sorelle?”
Attenzione, questi non sono “rimproveri” a bambini birichini…ma un invito ad essere amorevoli e disponibili a sostenere chi, in quel momento, ne ha necessità.
Non è nemmeno un giudizio, ma una semplice constatazione del comportamento poco “Iniziatico” di certe persone.
Ecco vi ho solo dato una riflessione, come al solito…
Lo so, divento noioso…ma…
Un abbraccio a tutti.

                                                                    Paolo Oddenino Paris

giovedì 7 marzo 2013

Viaggio a Ixland (POP)



Viaggio a Ixland


Viaggio a Ixland - articolo di Paolo Oddenino Paris
Carlos Castaneda descrive in modo romanzato un’eperienza vissuta con il suo Maestro Don Juan.
In realtà le esperienze sono più di una, ma una serie affascinante.
In questo articolo voglio parlarvi del mio viaggio a Ixland, con Martin, il mio Maestro.
Mi telefonò un mattino pregandomi di andarlo a prendere rapidamente dato che avremmo dovuto partire presto. Erano le 5 del mattino.
“E non scordare il passaporto” mi disse.
In meno di 30 minuti ero sotto casa sua.
“Ciao, ben arrivato: Tutto bene?” mi chiese Martin.
“Si tutto ok” risposi.
“Dove andiamo?” chiesi.
“Non fare domande, è una sorpresa, tu guida e io ti indico la strada”. Rispose Martin.
Mi diressi verso l’autostrada per Milano, pensavo avremmo preso un aereo all’aeroporto della Malpensa.
Invece giunti vicino a Milano mi fece girare per i laghi.
“Ecco, hai l’espressione delusa”: Iniziò Martin.
“Quando sei con me non avere aspettative, lascia che sia l’intuizione a guidarti non la ragione”.
“Voglio farti conoscere una persona che sicuramente troverai interessante, si chiama Veronica”. E ammutolì.
Mi indicò le diverse strade da percorrere sin che giungemmo in un paesino  della Brianza.
Mi fece fermare l’auto nei pressi di una cascina.
“Vieni” Disse. “Veronica abita proprio lì” disse indicando una vecchia cascina.
La incontrammo mentre mungeva…
“Eh questi lavori bisogna farli presto” Disse la donna.
“Chi è il tuo amico?” Chiese,
“Non è un mio amico” Rispose Martin, “E’ un ragazzo che ha bisogno di te”.
Lo guardai stupito,
“Lei sa togliere i vermi” Affermò Martin con importanza.
“Ma io non ho i vermi” Dissi sconcertato.
“Non ancora” Proseguì Martin.
“Come non ancora…pensi che mi verranno?”
“No, ma non si sa mai…”Disse con un sorriso.
“Tu devi essere matto” Dissi.
“Lo sono diversamente non sarei qui con te.
“E il passaporto? Perché mi hai detto di portarlo? Chiesi.
“E’ un documento, non vorrai andare in giro senza documenti?” Rispose sempre sorridendo.
“Mi dia il suo passaporto” Disse Veronica.
Gli consegnai il passaporto. Lo guardò con attenzione, se o girò tra le mani e poi me lo restituì.
“NO, non ha i vermi” affermò Veronica. “Però è presuntuoso!”
Mi sentii quasi offeso.
“Adesso lavati le mani in quel catino di aceto, poi  ti farò una cosa” Continuò Veronica.
Di malavoglia mi lavai le mani.
Rapidamente Veronica mi prese  alle spalle e mi diede una ginocchiata proprio in mezzo alla schiena”
Mi sentii stralunato, ma stranamente  euforico.
“Ecco” Disse Veronica ”Ora è meno presuntuoso e più gioviale”
“Questa sera quando andrai a dormire ricorda la mia azione e senti la tua schiena” Disse.
“Grazie Veronica” Disse Martin con un largo sorriso. Ora sono più tranquillo.
“Vieni, torniamo a casa” Disse rivolto a me.
Per tutto il viaggio mi spiegò il significato di quella strana azione e ne compresi pienamente il significato.
Certo non avevo i vermi ma un altro disturbo che non si manifestava che in momenti di tensione.
Da quel giorno non lo ebbi mai più.
Veronica aveva circa 90 anni ma ne dimostrava 60 al massimo.
Era una donna dotata di abilità naturali e Martin l’aveva conosciuta anni prima quando faceva ancora il medico.
Fu lei a guarire lui da una fastidiosa orticaria, con un infuso di erbe. Mentre lui le aveva somministrato…dell’aspirina!
Non tutto ciò che sembra è come sembra…
A volte potrebbe essere peggio…

Un saluto

                                                                Paolo Oddenino Paris


martedì 5 marzo 2013

Dove abiti (POP)



Dove abiti


"Dove abiti" articolo di Paolo Oddenino Paris
Da quando siamo nati abbiamo abitato, forse, in più di una casa.
Quanto ti piacevano le case in cui vivevi? Erano in armonia con il tuo essere?
Ti ci trovavi bene? E i tuoi genitori erano soddisfatti della casa in cui vivevate?
Quanto è importante vivere in un ambiente in modo soddisfacente?
Quanto incide sul nostro tono dell’umore, e quanto ci accorgiamo che esso, spesso è dovuto all’ambiente in cui si vive?
Ci sono persone che amano vivere in un appartamento in città, altre in una casa nel verde, con giardino e alberi, altre ancora che preferirebbero vivere su una barca.
L’abitat, da quando siamo usciti dalle caverne si è molto trasformato.
Architetti e arredatori si sono dati da fare per rendere le abitazioni il più confortevole possibile.
Oggi, più di una persona oltre i 40 anni continua ad abitare con i genitori e questo non tanto perché non si è sposata ma perché è comodo…
La casa è il luogo in cui si passano i momenti più significativi, per questo deve essere in armonia con chi ci vive.
Un ambiente sgradevole produce emozioni altrettanto sgradevoli.
Fate in modo che la vostra casa vi dia solo emozioni piacevoli e godetevele.
Quando invitate amici, fate in modo che apprezzino l’ambiente, è il vostro specchio!
Tenere lo specchio pulito non è sufficiente per dare una  buona impressione, è un po’ come se riceveste qualcuno in un ambiente pulito ma con le ragnatele agli angoli…
Tornerò su questo argomento e con una sorpresa,

Ciao a tutti



                                                               Paolo Oddenino Paris